| S. GIOVANNI DEI
FIORENTINI: UNA PARROCCHIA CON L’ANGELO CUSTODE.
Forse non tutti sanno che, la Chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini,
in Piazza degli Artisti al Vomero (NA), custodisce non solo tesori di
natura artistica, come i quadri di scuola fiorentina del XVI secolo,
tra cui capolavori dei pittori Marco Pino e Giovanni Calducci, nonché
l’imponente statua dedicata a S.Giovanni Battista ,che svetta in cima
alla Chiesa, alta 3,50 metri circa, opera realizzata dal maestro Alfredo
Scotti e il suggestivo presepe con pastori in stile settecentesco, che
riporta alle tradizioni del “Cucciniello” del Museo di S. Martino, opera
del maestro Giuseppe Esposito e della moglie Nunzia Ercole, in esposizione
nel periodo natalizio dal 1995; la chiesa, infatti, ospita anche un
tesoro spirituale di natura ben diversa ma non certo minore dei capolavori
artistici in quanto a importanza: le spoglie della Serva di DIO Angela
Iacobellis, una fanciulla spentasi il 27 marzo 1961a causa della leucemia
all’età di dodici anni e cinque mesi, traslate con l'autorizzazione
del Cardinale Michele Giordano il 21 novembre 1997(pura fatalità
o volontà di Dio, proprio nel giorno del compleanno di Francesco,
il papà di Angela) dalla cappella cimiteriale di famiglia alla
chiesa parrocchiale in questione e ivi tumulate in una cappella laterale,
provvista di una pesante lastra in marmo che occlude allo sguardo le
suddette, rimaste miracolosamente intatte .
Prima che fosse celebrata la S. Messa per l’occasione e il corpo fosse
tumulato, una Commissione medica, nominata dal presidente del Tribunale
Diocesano, reverendo Nunzio D'Elia, alla presenza di S.E. mons. Eduardo
D'Avino, postulatore della causa, del predetto monsignor D'Elia, e dei
rev. P.Eduardo Pezzetti, Giovanni Braschi, rettore del Santuario di
S. Filomena (Mugnano del Cardinale – Av) e del parroco, rev. Raffaele
Sogno,effettuò un’ ulteriore ricognizione canonica. Alla cerimonia
furono presenti anche numerosi devoti di Angela, che essendosi recati
al cimitero come di consueto per pregare dinanzi alla cappella, avevano
appreso la notizia e si erano recati in chiesa per l’evento.
Ancora oggi, ogni 27 del mese, alle ore 18.00, in occasione della celebrazione
di una S.Messa dedicata alla fanciulla, non mancano mai nutriti gruppi
di devoti provenienti da tutta Italia che, spesso, portano anche testimonianze
di grazie o favori di ogni tipo da lei ricevuti: dalla conversione alla
guarigione da tumori, da traumi ossei, da sterilità, ecc.
La storia di Angela, di cui parleremo anche nelle prossime pubblicazioni
del giornale, inizia nel lontano 16 ottobre 1948, quando nacque a Roma
da papà pugliese e mamma napoletana. Battezzata nella basilica
di San Pietro con i nomi di Angela, Maria, Teresa, Ida, conobbe presto
la sofferenza: un flemmone alla clavicola destra, con relative cure
e punture per il sondaggio, le procurò atroci sofferenze.
Con il passare degli anni, ella si arricchiva sempre di più di
quella grazia divina che l’aiuterà a santificare la sua breve
esistenza. Oltre ad un amore immenso per Gesù e Maria, Angela
era devota a San Michele Arcangelo e si è sempre contraddistinta
per lo sconfinato amore verso il prossimo ed una irremovibile fede.
Trasferitasi con la famiglia a Napoli, nella casa in via Battistello
Caracciolo ove ha vissuto fino al decesso, così come il papà,
morto il 23 novembre 2002 alla veneranda età di 97 anni e due
giorni e ove sono conservate tuttora le cose appartenutegli, sosteneva
ed incoraggiava con dolcezza la madre che, molte volte, presa dalle
difficoltà familiari, si lasciava vincere dallo sconforto. Angela
non amava vedere soffrire il prossimo e donava a tutti una parola di
conforto e di gioia e pregava tutti i giorni con infinita devozione.
Agli occhi della fanciulla, infatti, le sofferenze del prossimo apparivano
come se fossero le proprie, in particolare se si trattava di bambini
come lei. Donava i propri giocattoli ai bimbi poveri, così come
supplicò la madre di donare gli orecchini che le avevano regalato
il giorno del Battesimo e, a Roma, avendo udito un Missionario nel Monastero
delle Suore Cappuccine nei pressi di S. Paolo, da lei frequentato, parlare
della possibilità di adottare moretti, corse immediatamente a
casa, prelevò i suoi risparmi dal salvadanaio, chiese un piccolo
prestito alla madre per raggiungere la somma necessaria allo scopo e,
il giorno successivo, portò il denaro per adottarne due , ai
quali diede i nomi di Angela e Giovanni.
Fu con grande impegno e serietà che ella si preparò alla
1° Comunione ed alla S. Cresima che, all' epoca dei fatti, si riceveva
il medesimo giorno. Per molti mesi Angela tempestava tutti i parenti
di domande a bruciapelo inerenti alla Catechesi per testare il loro
grado di conoscenza in merito. Era felicissima di fare fioretti, offerti
a Gesù e allo Spirito Santo, come mangiare pietanze che non erano
di suo gusto, cedere il posto a persone anziane nonostante fosse stanca
e tanti altri piccoli sacrifici che non mancava di annotare su un quaderno.
Amava ascoltare la vita dei Santi e, quando la zia accusava cenni di
stanchezza nel leggere, ella l'abbracciava e cercava di convincerla
a continuare. Una delle sue narrazioni preferite riguardava la caduta
e la cacciata degli angeli ribelli dal Paradiso e si infervorava nell'
udire le parole dell' Arcangelo Michele : "Chi è come Dio?",
parole che desiderava venissero ripetute in modo altisonante ed autorevole.
Altro racconto da lei preferito era quello riguardante una bimba che,
volendo sembrare più grande per poter ricevere la Comunione,
si ruppe i dentini, ancora di latte, con un sasso aguzzo, per commuovere
il parroco, riuscendo in pieno nell' intento. Angela ricevette la 1°
Comunione il 29 giugno 1955 a Napoli, nella Chiesa Abbaziale Parrocchiale
di S. Gennaro all' Olmo, trasferita nella Chiesa dei Santi Filippo e
Giacomo sita in via S. Biagio dei Librai, dal parroco Abbate Mons. Luigi
Scarpelli e la S. Cresima da Mons. Gaetano De Cicco. Unico suo interesse,
quel dì, fu per il suo amato Gesù e per lo Spirito Santo
: l' abito e la festa rappresentavano per lei fattori secondari di minima
importanza, tant' è vero che la scelta fu operata dalla famiglia
senza che ella facesse opposizioni al riguardo . Quel giorno incise
nell' anima di Angela il nome di "Cristo" a caratteri cubitali,
operando in lei una forte e continua crescita spirituale, che comunque
aveva solide radici. Tutte le domeniche e le feste dell' anno non disertò
mai la S. Messa e, quando la madre la svegliava nelle primissime ore
del mattino affinché si recasse in Chiesa, ella era fulmineamente
pronta ad alzarsi, nonostante fosse legittimo, nei giorni di festa,
trattenersi un po' in più a letto. Durante le passeggiate, passando
dinanzi a una Chiesa, chiedeva di entrarvi per pregare. In estate, era
spesso ospite delle Clarisse del Convento di S. Chiara, che la seguirono
spiritualmente per tutti i suoi dodici anni. La sera, nessuno poteva
andare a letto se prima non si recitava il Rosario e, ogni volta che
udiva una campana suonare, soleva dire:" Ogni ora che suona, rivolta
a Maria, dirò: Mamma mia, aiutami tu !" .
Riprenderemo il nostro cammino nella conoscenza della giovane ma esemplare
vita di Angela nella prossima pubblicazione; chi desiderasse maggiori
ragguagli in merito può consultare il sito ufficiale a lei dedicato:
www.angelaiacobellis.it, curato dal webmaster Davide Di Leo e da un
responsabile devoto della fanciulla, ricco di foto, scritti e disegni
della Serva di Dio nonché di numerosi articoli, filmati tv e
testimonianze di favori ricevuti dalla piccola.
Altro sito che cura la divulgazione della vita della Serva di Dio è
www.ssbernardobrigida.it , dell’omonima Parrocchia di Torino, curato
da Renato Italia,che dal 1970, anno in cui sentì parlare di Angela
da padre Mariano, in Tv, non ha mai dimenticato quel nome, fino al giorno
in cui ha visitato il sito della fanciulla e, riconoscendola, ha chiesto
l’autorizzazione per dedicarle alcune pagine sul suddetto sito e per
la divulgazione della vita di Angela nella citata Parrocchia.
La vita di Angela è inoltre divulgata nel Santuario di S. Filomena,
ubicato in Mugnano del Cardinale (Av), nel Santuario Dell’Avvocatella
(Cava dei Tirreni – Sa). |
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