Articolo scritto da Marini Domenica

 

Serva di Dio

Angela Iacobellis

16 ottobre 1948 27 marzo 1961

Nell' ottobre del 1959 Angela iniziò la prima media con quel tipico entusiasmo che metteva in tutto ciò che faceva e che le garantiva sempre brillanti risultati. Ben presto si rivelò una delle migliori in classe, tanto che l'insegnante di lettere le affidò il compito di aiutare le compagne meno preparate, dando loro ripetizioni a casa. La fanciulla assunse il compito con vivo senso del dovere, rinunciando, se necessario, alla passeggiata pomeridiana con la mamma, pur di compiere l' impegno di carità che le era stato chiesto. Per ella, infatti, l'intelligenza era un dono di Dio da usare sapientemente e mettere a disposizione del prossimo, aiutando l' altrui intelletto a maturare e non un pregio da esibire con superbia, magari creando occasioni di mortificazione per chi è meno capace. Tutto ciò perché Angela possedeva la più grande qualità di cui l' essere umano possa essere dotato, primo tassello dell' intricato puzzle che conduce al Signore: la modestia. A ben riflettere sulla vita di molti Santi e su quella di Cristo stesso, non è difficile notare che esso è l'elemento comune nella vita di questi uomini e queste donne che hanno dimostrato, nella inimitabile avventura della vita, che essere "grandi", in senso cristiano, poggia le fondamenta sulla semplicità e la purezza di cuore, in quei piccoli atti quotidiani d'amore apparentemente senza importanza, che l' occhio umano tende a sminuire ma non l' occhio del Signore. Ed è proprio una frase di Cristo, che ben spiega il concetto, a troneggiare sulla lapide della tomba di Angela:" Benedetto sei tu, Padre, Signore del Cielo e della Terra, perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno dei Cieli" (Matteo 11,25). Ignara di ciò che l' attendeva nell' immediato futuro, la nostra amica iniziò con impegno e profitto anche il secondo trimestre scolastico. Poi, ai primi di febbraio, a causa di un' improvvisa inappetenza accompagnata da un anomalo pallore, fu presa la decisione di sottoporla ad un controllo medico. Il dottore le diagnosticò una semplice anemia e le prescrisse una cura pertinente al caso ma, trattandosi di tutt'altro, era ovvio che i risultati fossero negativi. Ad una nuova visita, il medico, stavolta poco propenso a minimizzare, ordinò delle analisi del sangue, il cui esito fece rabbrividire l' anziano professore, che da anni seguiva la salute della piccola Angela. Egli fece ricoverare quest'ultima nella clinica pediatrica da lui diretta per essere sottoposta alla dolorosissima puntura sternale, esame necessario per accertare se si trattava di leucemia. Angela, ignara di ciò, entrò in clinica fiduciosa e piena del suo consueto ottimismo e, il dolore che provò in seguito alla puntura, lo considerò come un sacrifico al suo amato Gesù. L' esito fu positivo: ciò che il medico aveva tanto temuto era, purtroppo, la dura realtà di una malattia che non perdonava : la leucemia. Una tempesta era entrata in sordina nella vita di questa dolce bambina per abbattersi fragorosamente sulla sua giovane esistenza. Ad ogni modo, la fanciulla aveva una capacità di recupero fuori dal normale e, aiutata dal quel suo modo così speciale di vedere le cose, che le faceva percepire sempre il lato migliore, l' aspetto positivo di ogni situazione o cosa, costruiva una forte corazza contro il male che ormai cominciava a minare il suo corpo. La natura con le sue bellezze, l' arte, il canto, erano sempre le sue inseparabili amiche ed il suo squisito senso dell' umorismo, non mancava di sdrammatizzare il duro momento che tutta la famiglia, con lei, stava attraversando. Quando era ricoverata in clinica le venne portato un registratore con il quale ella si divertiva ad incidere canzoncine, preghiere o parodie di scenette familiari. Si sottoponeva di buon grado alle tante trasfusioni e punture necessarie, considerandole "fioretti" donati a Gesù; l'unica sua preoccupazione era quella di perdere le lezioni di scuola. Suore e dottori restavano ammirati della serenità con cui la bambina riusciva a sopportare la sofferenza e la condiscendenza con la quale si sottoponeva agli interventi terapeutici che operavano su di lei. Dopo venti giorni di degenza le condizioni di Angela erano migliorate, tanto che a tutti sembrava impossibile che si trattasse della terribile leucemia; ad ogni modo i familiari si proposero di compiere una serie di pellegrinaggi, voti e promesse per la sua guarigione che ella annotò su un diario affinché tutto quanto proposto fosse mantenuto e non s' ingannasse il Signore con false promesse. Alla sua prima uscita dalla clinica Angioletta si recò alla Chiesa del "Gesù Nuovo" per ringraziare S. Ciro della guarigione che le sembrava ottenuta, rifiutando energicamente di prendere un taxi, come la madre aveva proposto, ritenendo doveroso giungere in Chiesa a piedi in segno di ringraziamento. In quel periodo, la famiglia si stabilì nella tanto agognata casa, che finalmente, dopo tanti anni, diveniva realtà ed ella volle partecipare all'arredamento e all' abbellimento della medesima, nonostante i parenti tentassero di evitarle sforzi, il che le arrecava una certa amarezza, giacché un tempo il suo aiuto era sempre stato gradito. Chissà invece quanta gioia e quanto amore metteva nel sistemare quel focolare che rappresentava il nido di una famiglia che, purtroppo, era stata spesso costretta a vivere in case altrui! Il calore che la fanciulla metteva nella realizzazione di quel bel sogno, sicuramente riscaldava la bella casetta più di qualunque focolare, così come solo l'armonia di una famiglia unita può creare! Soprattutto, era la preghiera il fulcro principale sul quale reggevano le solide basi di quest'ultima : Angela, come sempre, era l'animatrice del Rosario quotidiano, precisissima nel ricordare ad ognuno le promesse ed i voti fatti per la sua guarigione, della quale non aveva il minimo dubbio e che spuntava su un taccuino non appena venivano adempiuti . La sua fede era incrollabile perché, come soleva dire, se Gesù un tempo ridava la vista ai ciechi e l'udito ai sordi, perché non dovrebbe compiere miracoli anche al giorno d'oggi?" - "Fede, ci vuol fede!" - " Siate più buoni e tutto vi andrà meglio!" (Dai suoi scritti e dai suoi discorsi) . Ma il Signore aveva un disegno ben diverso per lei e, come vedremo nel prossimo articolo, Angela dovrà presto comprendere quel che esso prevedeva, accettando la volontà di Dio ed abbandonandosi ad essa, come nemmeno un adulto, in età ormai avanzata, sarebbe capace di fare.

 
 

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