Articolo scritto da Marini Domenica

 

Serva di Dio

Angela Iacobellis

16 ottobre 1948 27 marzo 1961

Col progredire della malattia, Angela andò via via distaccandosi da ciò che aveva tanto amato. Mise da parte le sue bambole, ne ripiegò i vestitini per non riprenderli mai più , così come gli anellini, l' orologio e tutti gli oggetti a cui aveva tenuto moltissimo e che non l' attiravano più. Libri e riviste si ammucchiavano senza che lei gli sfogliasse e i regali che riceveva, venivano accettati con un sorriso ma fatti mettere da parte dalla mamma o generosamente donati, come aveva sempre fatto. Anche il suo caro Topo Gigio non riusciva più a divertirla e, man mano che avveniva tale distacco, si accentuava il suo già fervido interesse per tutto ciò che riguardava il Signore e la Fede. Quando le furono regalati due uccellini ella, accorgendosi della loro sofferenza nella costrizione della gabbia, chiese alla madre di liberarli. Angela si stava preparando alla via che per lei era stata tracciata ma non senza sacrificio, dato il suo immenso amore per la vita ed il suo riuscire a trovare in essa sempre il lato migliore e, dunque, tutto ciò che di buono e bello può offrire! La fanciulla, infatti, era pienamente cosciente del fatto che essa è un dono del Signore da apprezzare in tutte le sue sfumature, con le gioie ma anche con gli inevitabili dolori che offre. E' luogo comune, proprio nella sofferenza, maledire di essere nati o incolpare il Signore delle proprie disgrazie: ma la Fede non è una bacchetta magica che fa andare tutto solo e soltanto per il verso che noi vorremmo, eliminando la parola dolore dalla nostra esistenza! Fede è soprattutto nel dolore affidarsi alla Divina Saggezza, nella certezza di un disegno d' Amore tracciato per il nostro bene. Ma è questo un concetto difficilmente accettabile dalla natura umana ed ecco perché l' uniformarsi totalmente alla Volontà Divina da parte di una tenera fanciulla dodicenne, denuncia una miracolosa illuminazione avvenuta in ella che poteva provenire solo dall' Alto. E' bene sottolineare, inoltre, che il grande amore per la vita da parte di Angela si manifestava anche col saper apprezzare le piccole gioie quotidiane, spesso grandi miracoli celati sotto l' apparente normalità del vivere quotidiano. Quante volte, senza che ce ne rendiamo conto, dovremmo ringraziare il Signore per le gioie che riceviamo, per quello che abbiamo, soprattutto per gli affetti ? Ma non è facile riuscire ad individuare il grande amore che Egli ci dimostra ogni giorno : si tende sempre ad evidenziare il negativo piuttosto che il positivo! Una volta Angela chiese alla zia che cosa avevano fatto i Santi per santificarsi ed ella le rispose che ciò è possibile uniformandosi alla volontà di Dio; a ciò Angela rispose :" Sfido io! E' così bello amarLo!". E, a proposito di S. Teresa del Bambino Gesù, di cui era divenuta devota e che spesso, nel dolore, invocava, era solita dire che le piaceva perché trattasi di una Santa da poter imitare perché molto vicina a tutti. Dedicandosi costantemente alla preghiera, Angela ormai non allontanava che per pochi istanti lo sguardo dai quadri di Gesù e della Madonna, fissandoli con insistenza, come se l' amore che provava per Essi fosse l' unica Luce accesa nella sua stanza e nella sua ormai breve vita.

 
 

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