Lettera alla Madre Imelda, clarissa nel Protomonastero di S. Chiara in Assisi

Cara Madre Imelda
Mi dispiace tanto che si trovi indisposta a letto.
Io sto bene e sono partita sabato, 17-9-60, alle ore 11 di sera, per San Giovanni Rotondo da P.Pio, in compagnia di mamma, di due zie, e di due zii.
A Foggia siamo arrivati alle ore 3,30 di notte, e lì abbiamo preso una macchina per andare sul monte dove c'è il monastero.
Arrivati, la chiesa era già aperta e la folla era molta e ci siamo ascoltati la messa di P.Pio alle 5.
Un'ora è durata, e noi l'abbiamo seguita in piedi, schiacciati dalla folla.
Dopo siamo stati ancora per molto in Chiesa, per recitare il S.Rosario e per avere la benedizione di P.Pio.
Il giorno dopo è stata una cosa tremenda: ci siam oalzati alle 4 di notte e siamo andati a sentirci la Messa, schiacciati come il primo giorno dalla folla; ma non importa: per Gesù si fa questo e altro, ma io devo parlare con P.Pio, ma ciò fu impossibile; figurarsi, per avere una benedizione più da vicino, mi stavo slogando due dita, però gli ho toccato il saio.
Le nostre speranze erano finite, perché le donne non potevano parlare, confessarmi non potevo, perché dovevo prima prenotarmi e poi avere la chiamata fra due mesi. Per questo, quel giorno pregammo davanti alla Madonna delle Grazie con fervore e speranza.
Martedì invece, uno degli zii, mentre parlava con un frate - che lui non poteva andarsene se io non avessi parlato con P.Pio - ecco che viene una signora con due biglietti per confessarsi. Allora mio zio le duisse perché ne aveva due; e lei rispose che uno era per lei, e l'altro era per sua figlia: una bambina di 5 o 6 anni. Allora mio zio si avvicino verso la bambina e le disse se voleva fare un fioretto al Signore: di dare quel biglietto a una bambina più grande di lei, ma che aveva più bisogno di lei. La bambina guardò la madre e le levò il biglietto e lo diede allo zio. Mio zio ringraziò con tutto il cuore la bambina e la signora del grande favore che avevano fatto, e che il Signore le avrebbe ricompensate.
Allora mi zio corse di qua e di la per trovarmi, e finalmente mi trovò e mi portò in chiesa per confessarmi.
P.Pio mi confessò e mi disse delle parole così belle e piene di speranza:
"Non bisogna scoraggiarsi, bisogna avere fiducia nel signore e bisogna fare la sua volontà. Preghiamo, preghiamo".
Poi Padre Pio ha detto a mio zio che mi tiene nel suo cuore, e che prega tanto per me.
La prego di continuare a pregare lì per la mia completa guarigione.
Ecco le notizie particolari che la Rev. Madre Abbadessa attendeva con ansia.
Le auguro pronta guarigione, la sua piccola cicerona
Angioletta

 

Serva di Dio

Angela Iacobellis

16 ottobre 1948 27 marzo 1961

 
 

Torna all'elenco >>>

 
 
DLDdesign 2008