Un quarantatreenne di S. Antimo (NA) dichiara :

un anno fa circa e precisamente il 27 aprile 1999, mentre stavo lavorando al computer avvertii uno strano malessere.
Portato d' urgenza al Pronto Soccorso dell' ospedale "Nuovo pellegrini" di Napoli, mi fu diagnosticato un aneurisma che, di lì a poche ore, mi mandò in coma dichiarato dai medici irreversibile. Data la gravità del mio stato, fui giudicato inoperabile ma, il medico che seguiva il mio caso, volle ugualmente tentare l' operazione, premettendo però che per me vi erano scarsissime speranze di salvezza.
Durante l' intervento, un' infermiera devota della Serva di dio Angela Iacobellis, avezza a distribuire ai pazienti immaginette della fanciulla, si avvicinò a mia moglie e gliene donò una, esortandola ad affidare le sue preghiere alla delicata fanciulla ritratta sull' immagine che le porgeva.
Mia moglie ebbe subito fiducia in Angela e affidò dunque a lei la mia salvezza, ispirata soprattutto da una frase della bambina, riportata sull' immaginetta : "L' amore di Gesù è meraviglioso; tutto muta, tutto si trasforma ma Egli è sempre lo stesso, come al tempo del Vangelo, quando sanava gli uomini da tutte le infermità, ridava la vista ai ciechi, l' udito ai sordi, il passo agli storpi. Tutti quelli che avevano Fede erano sanati nell' anima e nel corpo. E perché i miracoli Egli non dovrebbe farli anche nel nostro tempo? FEDE, ci vuol FEDE ! Siate più buoni e tutto vi andrà meglio!" . Colpita, dunque, dalla profondità e dalla saggezza di quelle parole, mia moglie ripose tutta la Fede di cui era capace nell' intercessione di Angela e fu così che, quando uscii dalla sala operatoria, ella sentì comunicarsi la notizia del successo dell' intervento. Il medico, in seguito, mi confessò di non rendersi neppure conto di come aveva fatto a salvarmi e che attribuiva la riuscita non a sé stesso, ma alla mano di Dio. Di questo, io ero certo per l' esperienza che avevo vissuto: durante il coma, assistetti alla mia operazione vedendomi dall' alto, ma con serenità, poiché sentivo di aver vicino il Signore. Al mio fianco, un bambino ed una bambina giocavano e mi coinvolgevano nei loro giochi. Quando ripresi conoscenza e mi fu data l' immaginetta di Angela, spiegandomi che era stato chiesto il suo aiuto ed ottenuto, rimasi di stucco constatando che si trattava della stessa bambina che era con me durante il coma. Rimaneva, però un unico problema: vi era la possibilità che rimanessi paralizzato per tutta la vita. Ma, siccome il Signore non lascia mai a metà la sua opera, anche questo pericolo è stato scongiurato, tant'è vero che, attraverso una cura di riabilitazione, sto riacquistando l' uso delle gambe. Non esistono parole adeguate per esprimere la mia gioia e i ringraziamenti che vanno al Signore, innanzi tutto e ad Angela, che ha intercesso per me. Da quest' esperienza sono uscito come un uomo nuovo, estremamente rafforzato sia nella vita che nella Fede. Ringrazio di cuore il Signore ed Angela per avermi restituito la vita e sono pronto a testimoniare, in qualsiasi momento o sede, la veridicità dei fatti accadutimi.

 

Serva di Dio

Angela Iacobellis

16 ottobre 1948 27 marzo 1961

 
 

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